Taggato: IMMIGRAZIONE, LAVORO, LEGISLAZIONE DI SCOPO, MAGISTRATURA, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED IMPRESE, REGIONI, SANITÀ, SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA, UNIVERSITÀ
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Francesco Hellmann.
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12 Febbraio 2025 alle 15:48 #3005
Claudio Palmieri
PartecipanteGentilissimi,
qui di seguito una originale prospettiva sulle riforme che fa scontenti tutti.
Buona lettura,
Claudio
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PROPOSTA DI RIFORMA – Un approccio decisamente non convenzionale
Introduzione
- Verso una legislazione di scopo
- PA aperta
- Imprese più coinvolte
- Libera circolazione del lavoro e dei lavoratori
- Pensare all’immigrazione come una risorsa
- Ripensare il sistema scolastico, la ricerca e l’università ed i professori universitari
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La proposta integrata di riforme è il tentativo di innovare quei settori (impianto legislativo, magistratura, università e ricerca, PA, sanità, scuola, immigrazione, regioni e lavoro) la cui importanza è tale da trainare poi tutte le riforme negli altri settori per il momento non coperti da questo piano.E’ anche il tentativo di superare la logica degli interventi spot e settoriali con una riforma di più ampio respiro.
In tal senso la divisione che qui si riporta per schede tematiche va quindi letta come una mera necessità organizzativa.
Ogni scheda tematica è divisa in Scopo, Problemi e Soluzioni e riporta gli articoli costituzionali toccati dalla riforma, se la riforma grava sul debito pubblico e l’eventuale rinvio diretto ad altre schede tematiche.
Le schede hanno la funzione di presentare in maniera semplificata i problemi e le soluzioni su cui si dovrà costruire l’approfondimento ed il dibattito.
SCHEDE TEMATICHE:
Con la scheda tematica sulla LEGISLAZIONE DI SCOPO (punto 2) si intende risolvere il problema dell’eccessivo formalismo e della burocratizzazione di norme e regole che strozzano il sistema economico, non permettano un allineamento efficiente alle regole europee ed una rapida ed efficace risoluzione dei conflitti.
La scheda tematica sulla MAGISTRATURA (punto 3), collegata a quella sulla legislazione di scopo, muove dalla considerazione che i giudici sono diventati meri funzionari amministrativi, sono avulsi dalla realtà in cui operano e dalle persone che giudicano.
La scheda tematica sull’UNIVERSITÀ (punto 4) mira essenzialmente a togliere poteri e privilegi ai professori universitari. Togliere l’evidenza pubblica dei concorsi ricorrendo al potere di mercato rischierebbe al contrario di alimentare le ingiustizie all’interno di un sistema peraltro di per sé poco trasparente. Inoltre all’interno dell’intero sistema i professori, una volta tolto loro potere e privilegi, potrebbero avere invece un ruolo di garanti del sistema.
La scheda tematica sulla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (punto 5) mira invece a rimuovere il concetto di posto fisso per consentire l’accesso alla PA a più persone possibili al fine di permettere un rinnovamento rapido all’interno della PA e di avere una PA più aderente alla realtà economica ed all’approccio multisettoriale. In tutto questo la tecnologia ha l’importante ruolo di stabilire le esigenze, coprire le insufficienze, nonché aiutare a garantire la continuità amministrativa in relazione al turnover del personale. La riforma sul punto mira anche ad incentivare il cittadino a creare impresa o a fare lavoro autonomo ed ad aumentare la propensione al rischio degli imprenditori italiani.
La scheda tematica su PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED IMPRESE (punto 6) ha lo scopo di far fare sistema in senso legittimo e legale a PA ed imprese in modo che siano capaci di competere a livello nazionale e globale in maniera più efficiente.
La scheda tematica sulla SANITÀ (punto 7) mira a restaurare il sistema pubblico. Senza un sistema di tutela pubblica della salute il cittadino viene privato delle cure essenziali e necessarie. Il sistema dovrebbe essere statale e centralizzato e la tecnologia dovrebbe aiutare a definire le reali esigenze territoriali. La necessità di riservare la gestione contabile ed amministrativa sotto il controllo contabile ed amministrativo di un pool di professori universitari di ruolo e magistrati contabili/amministrativi è volto ad evitare sprechi ed a sorvegliare sui bandi.
La scheda tematica su SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA (punto 8) mira a legare la scuola con l’università ed il lavoro. Il corpo insegnante dovrebbe sapere orientare il discente ed i programmi alla realtà quotidiana. I professori non dovrebbero insegnare per più di 10 anni la stessa materia e nella stessa scuola.
Con la scheda tematica sulla IMMIGRAZIONE (punto 9) si propone di utilizzare la immigrazione come sistema per svecchiare e rendere più competitiva l’economia del Paese.
La scheda tematica sulla REGIONI (punto 10) propone di abolire la politica regionale e la replica infinita dei centri di costo, anche amministrativi, che si accompagnano. Questi, oltre ad essere un freno all’economia, impediscono una pianificazione d’insieme e d’uso delle risorse in base alle necessità territoriali.
La scheda tematica sul LAVORO (punto 11) insieme con quella sulla PA è forse tra le più importanti. Mira, tra le altre, a sbloccare la circolazione dei lavoratori, permettere il passaggio da un lavoro ad un altro ed a collegare la scuola e l’università con il lavoro.
1. Premessa
L’obiettivo principale della riforma proposta è eliminare le cause strutturali di immobilismo economico, politico e amministrativo che frenano il Paese, smantellando al contempo le dinamiche di potere che da esso traggono vantaggio.
L’Italia si caratterizza per un approccio alla vita di tipo familistico e settoriale, inadatto a una società moderna e globalizzata che richiede invece di fare sistema ed un approccio multisettoriale. Questa rigidità si manifesta in diversi ambiti: la difficoltà di cambiare carriera, la scarsa connessione tra scuola e lavoro, il mancato dialogo tra magistratura e avvocatura e la separazione tra PA e imprese.
Esempi evidenti di questo approccio sono la centralità della famiglia nella cultura cattolica, le mafie organizzate su base familiare, le PMI restie a espandersi fuori dall’ambito familiare.
Esempi meno visibili, ma altrettanto dannosi, sono il nepotismo nell’università e nel lavoro, le nomine politiche basate su relazioni familiari più che su competenze, il clientelismo nel sistema amministrativo.
Questo sistema incide negativamente sull’economia e sull’efficienza amministrativa, rendendo il Paese meno competitivo su scala globale. Parallelamente, si assiste allo smantellamento del welfare, alla compressione dei diritti e all’inefficacia della politica nel dare risposte concrete.
Le recenti riforme del sistema giudiziario, anziché migliorarlo, sembrano scoraggiare il cittadino dal farvi ricorso, con l’aumento dei costi, l’introduzione della mediazione e negoziazione obbligatoria e la penalizzazione economica di chi perde una causa.
Questa situazione mina la credibilità dello Stato: se non è più lo Stato a difendere le proprie regole a tutela di imprese e cittadini, non c’è più bisogno di giudici, né tanto meno di avvocati che dovrebbero garantire insieme ai magistrati che i diritti dei cittadini siano esercitati, ma neppure c’è più bisogno di politici che fanno le leggi, né di amministrazioni che emanano regolamenti e provvedimenti, perché è da questi atti che diritti e doveri sorgono.
Questa analisi porta a considerare che probabilmente non è il sistema elettorale, la forma di governo, la separazione delle carriere ed altri temi portati recentemente alla nostra attenzione ad essere determinanti per il Paese. Anzi, l’operare come se questi ultimi fossero i problemi potrebbe portare ad aggravare il decadimento istituzionale in particolare in mancanza di contrappesi istituzionali e costituzionali e lo scivolamento verso un populismo fatto di limitazioni di libertà e compressione di diritti.
Pensare che tutto questo sia risolvibile con politiche liberali precostituite o che individuano il problema nel solo debito pubblico o nella burocrazia italiana o europea è irrealistico.
2. LEGISLAZIONE DI SCOPO
Premessa
Per norme prescrittive si intende un sistema normativo che determina cosa un cittadino deve fare stringentemente, pedissequamente e per singolo caso.
Per norme di scopo si intende un sistema che determina lo scopo che la normativa deve raggiungere, lasciando al cittadino di autodeterminarsi nel comportamento da tenere per raggiungere quello scopo.
Da tale distinzione devono essere escluse le norme penali ed amministrative sanzionatorie le quali devono essere prescrittive per definire al meglio e senza incertezze il comportamento da tenere e il comportamento sanzionabile. In ogni caso la Convenzione europea sui diritti dell’uomo esclude la possibilità di poter sanzionare penalmente od amministrativamente in mancanza di regole chiare, definite e dettagliate in ordine al comportamento da tenere.
Scopo
La scheda intende risolvere il problema dell’eccessivo formalismo e della burocratizzazione di norme e regole che strozzano il sistema economico, non permettono un allineamento efficiente alle regole europee ed una rapida ed efficace risoluzione dei conflitti.
Problemi
L’Italia, anche per tradizione giuridica, tende ad un uso indiscriminato di normative prescrittive anche in campi diversi dal sistema penale e sanzionatorio.
Ciò implica che il nostro sistema legale
- sia lento e burocratizzato perché necessita di una grande produzione normativa e regolamentare per stabilire le regole da seguire e come queste regole vadano seguite;
- sia lento nell’andare incontro alle innovazioni ed alle esigenze imprenditoriali;
- non permetta un raccordo ed allineamento immediato con le normative europee che invece sono di scopo;
- sia costoso a causa del fatto che più regole portano a creare più incertezza giuridica, l’incertezza giuridica aumenta la necessità di controlli e genera più contenziosi che richiedono più giudici.
Ciò implica inoltre che i giudici non siano responsabilizzati rispetto a come applicano le norme. Se la norma è prescrittiva il ruolo del giudice è relegato a verificare ed accertare l’aderenza formale alla norma. Una normativa di scopo richiederebbe invece pensiero, responsabilizzazione del magistrato ed aderenza al mondo in cui vive.
Soluzioni
- fatto salvo il caso del sistema penale e sanzionatorio amministrativo, passaggio ad una legislazione di scopo;
- una magistratura
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- più responsabile ed attenta alle evoluzioni sociali, economiche e tecnologiche;
- che sappia applicare le norme di scopo alle fattispecie concrete in maniera non automatica ed in forza di protocolli, ma tenendo conto del mondo in cui viviamo;
- sia in grado di mediare tra gli interessi in gioco rispetto allo scopo da raggiungere senza che ci sia necessariamente un problema di vinto/perso, tendenza pericolosa ed ingiusta dell’ultimo periodo;
v. scheda Magistratura.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: nessuna
Questa scheda va letta insieme a quella sulla Magistratura
3. MAGISTRATURA
Scopo
La scheda muove dalla considerazione che i giudici sono diventati meri funzionari amministrativi, sono avulsi dalla realtà in cui operano e dalle persone che giudicano.
Problemi
- la magistratura italiana è
- costituita da persone che sono selezionate sulla base della loro preparazione del momento e non sulla loro reale capacità di svolgere il ruolo;
- costituita da persone che una volta dentro sono inamovibili e svolgono lo stesso lavoro per anche più di 30 anni. Ciò porta difficoltà nel rinnovare la magistratura e nel stare al passo con i tempi, la possibilità di costituzione di poteri e privilegi e una magistratura avulsa dai problemi di chi è giudicato;
- altamente ideologica e quindi politicamente orientata (basti pensare agli scandali degli ultimi anni che hanno riguardato il CSM). Una volta ottenuto il ruolo, magari da giovanissimi, infatti, i magistrati sono in un sistema del tutto autonomo e scevro da reale competizione con il mondo esterno;
- poco o per niente responsabilizzata;
- la magistratura dovrebbe essere al servizio dei cittadini e giudicare con buon senso tenendo conto degli interessi in gioco. Ora come ora la magistratura è costretta dalle recenti riforme a giudicare in termini di vincente/perdente, il che è irrealistico considerato che le ragioni o i torti difficilmente sono tutti da una parte sola;
- il sistema prescrittivo acuisce questi problemi (v. la scheda sulla Legislazione di scopo);
- incapacità di gestione delle risorse.
Soluzioni
Ferma l’autonomia della magistratura:
a) al fine di indirizzare in particolare i problemi nn. 1,2,3,4,, il magistrato delle magistrature di primo e secondo grado dovrebbero rimanere in carica per non più di 10 anni e dovrebbe essere selezionato tra chi abbia fatto giurisprudenza ed inoltre abbia intrapreso la carriera forense e/o abbia svolto studi giuridici universitari dopo la laurea e/o abbia, in caso di magistratura amministrativa, svolto una carriera od un incarico all’interno della PA, oltre ad aver superato un pubblico concorso;
b) la destinazione di un magistrato di primo o secondo grado dovrebbe essere valutata sulla base della preparazione di questo a rispondere delle specifiche necessità della magistratura e quindi andrebbe valutato in base al CV dell’aspirante magistrato e alle sezioni anche specializzate in cui potrebbe esercitare;
c) il magistrato di terzo grado o delle magistrature superiori oltre ad avere i requisiti di cui al punto a) dovrebbe anche avere una laurea con il massimo dei voti, avere tra i 40 ed i 60 anni ed aver superato un esame;
d) l’idoneità a mantenere lo status dovrebbe dipendere da una valutazione complessiva dell’attività svolta e dell’attitudine morale del magistrato. La valutazione dovrebbe essere fatta ogni 3 anni perché rende più facile capire l’andamento dell’attività svolta e dell’attitudine morale del magistrato;
e) dal punto amministrativo andrebbe costituita la figura del manager per la gestione delle risorse.
Un riforma del genere eliminerebbe il problema della separazione delle carriere.——————————
Articoli costituzionali toccati dalla riforma: 104
Spesa a gravare sul debito pubblico: nessuna
Questa scheda va letta insieme a quella sulla Legislazione di scopo
4. UNIVERSITÀ
Scopo
La scheda mira essenzialmente a togliere poteri e privilegi ai professori universitari. Togliere l’evidenza pubblica dei concorsi ricorrendo al potere di mercato rischierebbe al contrario di alimentare le ingiustizie all’interno di un sistema peraltro di per sé poco trasparente. Inoltre all’interno dell’intero sistema i professori, una volta tolto loro potere e privilegi, potrebbero avere invece un ruolo di garanti del sistema.
Problemi
- carriera e posizioni di potere dei professori, i quali in virtù della loro posizione possono avvantaggiarsi della loro visibilità a maggior ragione se cumulano l’insegnamento universitario con il ricoprire cariche istituzionali all’interno ed all’esterno dell’università e nel contempo possono anche svolgere attività professionali all’esterno dell’università;
- ricerca per lo più pubblica, poco competitiva a livello internazionale perché non collegata in maniera sufficiente al tessuto imprenditoriale;
- la ricerca di base è minima e scarsamente incentivata;
- ancora troppo poca internazionalizzazione.
Soluzioni
- riducendo i privilegi si riduce l’appetibilità del ruolo e quindi i fenomeni del “baronaggio” e dei cattedratici scelti dal “barone”. I privilegi ed il potere ingiustificato dei professori universitari potrebbe essere ridimensionato stabilendo che :i professori universitari di ruolo dovrebbero solo insegnare o fare ricerca ed essere al servizio dell’università in cui lavorano;
- dovrebbero essere obbligati a scegliere tra carriera universitaria e carriera professionale e tra carriera universitaria e carriera di ricercatore all’esterno dell’università;
- dovrebbero poter far parte di comitati di sorveglianza o indipendenti o di centri di ricerca ma senza paga perché già pagati dall’università;
la loro attività dovrebbe essere soggetta a misure di trasparenza in relazione a possibili conflitti di interesse; - stimolare la ricerca privata e l’osmosi tra ricerca pubblica ed industria, nonché la circolazione dei ricercatori tra pubblico e privato e viceversa;
attrarre ricercatori stranieri all’interno dell’università e dei centri di ricerca; - la ricerca di base dovrebbe essere affidata alle università e sovvenzionata dallo Stato;
- aumentare i benefits e le paghe per i ricercatori universitari puri.
Questo pezzo di progetto di riforma poggia le sue basi sull’idea che i professori universitari di ruolo debbano:
- svolgere ruoli istituzionali di garanzia (v. ad esempio il ruolo assegnato nel punto sulla magistratura);
- farsi carico di selezionare figure apicali della P.A.;
- avere un ruolo strategico e di consulenza nella P.A.;
- garantire la loro indipendenza ed autonomia;
- essere trasparenti nella loro condotta;
- vigilare sulla correttezza e validità della ricerca fatta da terzi.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: in parte la spesa può essere coperta tramite il re-indirizzamento dei fondi pubblici, molti dei quali di provenienza dell’Unione europea
Questa scheda va letta con tutte le altre in quanto i professori ordinari sono chiamati a svolgere funzioni di garanzia
5. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Premessa
Questo pezzo di riforma interessa la PA in generale ma non può interessare e non è estensibile a tutti i tipi di amministrazioni pubbliche (v. ad es. le forze armate)
Scopo
La scheda tematica sulla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (punto 5) mira a rimuovere il concetto di posto fisso per consentire l’accesso alla PA a più persone possibili al fine di permettere un rinnovamento rapido all’interno della PA e di avere un PA più aderente alla realtà economica ed all’approccio multisettoriale. In tutto questo la tecnologia ha l’importante ruolo di stabilire le esigenze, coprire le insufficienze nonché aiutare a garantire la continuità amministrativa in relazione al turnover del personale. La riforma sul punto mira anche ad incentivare il cittadino a creare impresa o a fare lavoro autonomo ed ad aumentare la propensione al rischio degli imprenditori italiani.
Problemi
- incertezza delle risorse e del loro impegno;
- selezioni del personale fatte, quando tutto va bene, sulla preparazione del momento ma non sull’effettiva capacità di svolgere il ruolo;
- il dipendente pubblico svolge lo stesso lavoro magari presso la stessa amministrazione per anche più di 40 anni, il che può favorire concentrazioni di poteri e privilegi. Ciò non permette al lavoratore di evolversi e di concretare le proprie reali aspirazioni, non permette il ricambio generazionale, non permette il giusto equilibrio tra giovani, anziani e donne nei luoghi di lavori. Può sviluppare una forte dipendenza del dipendente pubblico dal partito politico che ne ha permesso l’ingresso in PA.
Soluzioni
- introduzione di 4 categorie di dipendenti pubblici:
A) un numero chiuso di funzionari di carriera specializzati in PA di altissimo profilo — alta dirigenza. Questi dovrebbero essere selezionati tra i laureati con 110, aver svolto 5 anni di scuola di formazione e contestualmente svolgere un part time all’interno della PA, essere soggetti a particolari oneri di trasparenza e di verifica della loro autonomia ogni 3 anni. Essere soggetti a rotazione dell’incarico: non più di 5 anni nello stesso posto. Dovrebbero avere almeno 30 anni di età per garantire che abbiano un minimo di esperienza di vita. A questi spetterebbe anche il controllo annuale sugli altri dipendenti;
B) funzionari di alto profilo in carica per 10 anni massimo. Questi dovrebbero essere almeno laureati.
C) funzionari di basso profilo in carica per 10 anni massimo;
D) i laureati e diplomati senza esperienza dovrebbero fare almeno 6 mesi di tirocinio per poi rimanere in carica da un minimo di 1 anno e 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni. - la tecnologia dovrebbe:supportare la pianificazione di medio/lungo periodo delle necessità della PA;
- essere utilizzata per permettere la continuità amministrativa in ragione del frequente turnover;
- essere utilizzata più in generale per il governo delle necessità e delle risorse della PA.
Eliminando il posto fisso, la PA diventa effettivamente di tutti e la partecipazione alle attività della P.A. avvicina i cittadini alla P.A. ed ai suoi valori. Inoltre permette di valorizzare maggiormente il dipendente pubblico che non può più contare sulla inamovibilità per creare legami difficilmente dissolubili.
Tali ragioni giustificano in particolare le categorie da B a D.
L’ultima categoria nasce dall’esigenza di permettere a chi non ha esperienza o non ha la possibilità di fare esperienza di averne una.
Le selezioni per i funzionari di cui alle lettere A e B dovrebbe essere affidata ai professori universitari.
L’accesso potrebbe rimanere tramite concorso, anche se l’eliminazione del posto fisso dovrebbe rendere meno appetibile la PA e la conseguente necessità del concorso.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: qualsiasi eventuale gravame dovrebbe essere compensato da una maggiore efficienza della PA e dai vantaggi nel muovere l’economia nazionale.
Questa scheda va letta insieme a quella sulla scuola primaria e secondaria
6. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED IMPRESE
Scopo
La scheda tematica su PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED IMPRESE (punto 6) ha lo scopo di far fare sistema in senso legittimo e legale a PA ed imprese in modo che siano capaci a competere a livello nazionale e globale in maniera più efficiente.
Problemi
c’è la tendenza generale a considerare PA e sistema imprenditoriale come mondi a parte che non devono interagire ed integrarsi tra di loro. Tuttavia c’è anche la tendenza della PA ad entrare e guidare le scelte imprenditoriali attraverso meccanismi di politica imposti dall’alto.
Soluzioni
- un approccio più moderno vuole che le imprese siano parte attiva di un sistema territoriale e facciano sistema con il sistema territoriale. Da una parte queste devono essere sentite dalle amministrazioni locali nell’ambito della pianificazione e programmazione della politica territoriale, dall’altra dovrebbero essere le imprese a stimolare la crescita economica proponendo alla PA progetti ed iniziative territoriali e non viceversa. La PA amministrazione in questo rapporto dovrebbe sostenere le attività imprenditoriali meritevoli semplificando le procedure e fornendo accompagnamento amministrativo alle imprese territoriali. La PA nei rapporti con le imprese dovrebbe anche garantire un equilibrio tra le necessità di queste e quelle dei cittadini ed ambientali e tenere conto della sostenibilità delle scelte condivise;
- introduzione di sistemi di trasparenza che permetta alle imprese ed alle amministrazioni di controllarsi reciprocamente, come ad esempio, liste di lobbisti o di chi va a negoziare con la PA, informazioni su chi fa donazioni a partiti od alla PA oltre una determinata soglia, etc…
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: nessuna
7. SANITÀ
Scopo
La scheda tematica mira a restaurare il sistema pubblico. Senza un sistema di tutela pubblica della salute il cittadino viene privato delle cure essenziali e necessarie. Il sistema dovrebbe essere statale e centralizzato e la tecnologia dovrebbe aiutare a definire le reali esigenze territoriali. La necessità di riservare la gestione contabile ed amministrativa sotto il controllo contabile ed amministrativo di un pool di professori universitari di ruolo e magistrati contabili/amministrativi è volto ad evitare sprechi ed a sorvegliare sui bandi.
Problemi
- liste di attesa a più di 6 mesi;
- carenza di personale;
- disomogeneità territoriale;
- ospedale centrismo: il sistema sanitario italiano è ancora troppo incentrato sugli ospedali, a discapito dell’assistenza territoriale e domiciliare, che risulta spesso carente e frammentata;
- inefficienza gestionale: la gestione del sistema sanitario nazionale è spesso appesantita da burocrazia e inefficienze, che ne limitano l’efficacia e sprecano risorse preziose;
- mancanza di innovazione;
- spesa farmaceutica alta;
- corruzione e politicizzazione della gestione della sanità pubblica;
- tentativi di privatizzarla o privatizzazioni in corso;
- sistemi assicurativi da ridimensionare.
Soluzioni
- la sanità dovrebbe essere solo pubblica ed dovrebbe tornare ad essere gestita dallo Stato;
- non dovrebbe essere permesso al personale medico ed infermieristico intramoenia o attività libero professionale esterna;
- l’entrata in università e nelle specializzazioni dovrebbe essere decisa in base a necessità ed usata la tecnologia nella pianificazione e programmazione di medio/lungo termine;
- se il personale si forma presso università italiane, l’abilitazione definitiva all’esercizio della professione dovrebbe essere concessa solo dopo almeno 5 anni di servizio in Italia;
- la gestione contabile ed amministrativa dovrebbe essere svolta sotto il controllo contabile ed amministrativo di un pool di professori universitari di ruolo e magistrati contabili/amministrativi;
- investire di più in personale e nuove soluzioni tecnologiche;
- invertire il sistema odierno che si poggia sulle assicurazioni. Dovrebbero essere le assicurazioni a supporto del sistema pubblico;
- al sistema privato dovrebbero essere lasciate attività accessorie e marginali e i trattamenti non medici di lusso.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: importante ma giustificata del diritto alla salute e da un sistema efficiente e funzionante
8. SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA
Scopo
La scheda tematica su SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA (punto 8) mira a legare la scuola con l’università ed il lavoro. Il corpo insegnante dovrebbe sapere orientare il discente ed i programmi alla realtà quotidiana. I professori non dovrebbero insegnare per più di 10 anni. La necessità di riservare la gestione contabile ed amministrativa sotto il controllo di un pool di professori universitari di ruolo e magistrati contabili/amministrativi è per evitare sprechi e sorvegliare i bandi.
Problemi
- scarsa motivazione e preparazione dei docenti
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- molti degli insegnanti sono tali perché attratti dal posto fisso;
- molti fanno gli insegnanti per l’impossibilità di fare il lavoro che hanno scelto;
- la scuola è diventata un concorso a premi dove vince chi ha più punti;
- programmi inadeguati;
- disconnessione con il mondo del lavoro e scarso orientamento;
- mancanza di organizzazione manageriale della scuola con riguardo a reperimento ed uso delle risorse.
Soluzioni
- gli insegnanti dovrebbero ricoprire il ruolo per non più di 10 anni; dovrebbero essere selezionati tra laureati, aver fatto un corso di formazione e di tirocinio con affiancamento di almeno 1 anno;
- le scuole dovrebbero essere poste sotto la sorveglianza delle università che dovrebbero selezionare i futuri professori e concorrere a fare i programmi e la pianificazione in base ai suggerimenti dei presidi;
- la scuola deve continuare ad essere principalmente pubblica;
- la scuola dovrebbe essere economicamente e amministrativamente gestita da manager e posta sotto stretta sorveglianza contabile/amministrativa di un pool di magistrati contabili e professori universitari;
- introduzioni di corsi facoltativi ed extra curricolari in linea con i programmi scolastici e di approccio all’imprenditoria ed al lavoro decisi dall’università di concerto con i presidi.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: nessuna
Questa scheda va letta insieme a quella sulla PA ed a quella sul lavoro
9. IMMIGRAZIONE
Scopo
Con la scheda tematica si propone di utilizzare la immigrazione come sistema per svecchiare e rendere più competitiva l’economia del Paese.
Problemi
- l’Italia è un paese con natalità molto bassa;
- l’imprenditoria italiana investe poco ed è poco e per nulla incline al rischio;
- le banche investono poco e sono poco e per nulla inclini al rischio;
- le pensioni sono a rischio.
Soluzioni
considerare l’immigrazione come una risorsa.
Questo approccio richiede che
- le politiche sulle immigrazioni tengano conto di aiutare gli immigrati in casa;
- fornire una prima accoglienza in Italia agli immigrati;
- stabilire una politica dei permessi di soggiorno a scopo lavorativo gestita direttamente dalle amministrazioni locali in base alle necessità. Tali necessità dovrebbero essere oggetto di un sistema di programmazione e pianificazione di medio lungo termine implementato anche grazie alla tecnologia e concordata col sistema imprenditoriale territoriale. Le PA territoriali dovrebbero essere supervisionate in queste attività da ispettori a loro volta coordinati da un pool magistrati e forze dell’ordine;
- l’accoglimento dei migranti dovrebbe passare attraverso un processo di integrazione culturale. Ciò implica che se l’immigrante vuole permanere nel territorio dello stato debba frequentare un corso di lingua e cultura italiana a spese dello Stato. Dovrebbe essere sottoposto ogni due anni per i primi 10 anni di permanenza ad un esame per verificare i progressi nel processo di integrazione. Anche queste attività dovrebbero essere supervisionate da ispettori a loro volta coordinati da un pool magistrati e forze dell’ordine;
- favorire l’attrazione di stranieri meritevoli all’interno dei centri di ricerca universitari e nazionali.
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Articoli costituzionali intaccati dalla riforma: nessunoSpesa a gravare sul debito pubblico: relativa e compensata dai benefici economici derivanti da forze nuove e da una spinta all’economia
Questa scheda va letta insieme a quella sul lavoro
10. REGIONI
Scopo
La scheda tematica sulla REGIONI (punto 10) propone di abolire la politica regionale e la replica infinita di centri di costo che si accompagnano. Questi, oltre ad essere un freno all’economia, impediscono una pianificazione d’insieme e d’uso delle risorse in base alle necessità territoriali.
Problemi e soluzioni
Il sistema regionale italiano è insostenibile ed irrealistico specie se si pensa ad un sistema europeo federalista. L’autonomia politica andrebbe abolita e lo Stato dovrebbe essere più presente sotto il profilo amministrativo soprattutto con riguardo ai servizi pubblici essenziali.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: l’intero titolo V
Spesa a gravare sul debito pubblico: dovrebbe nel tempo portare ad un risparmio
11. LAVORO
Scopo
La scheda tematica, insieme con quella sulla PA, è forse tra le più importanti. Mira, tra le altre, a sbloccare la circolazione dei lavoratori, permettere il passaggio da un lavoro ad un altro ed a collegare la scuola e l’università con il lavoro.
Problemi
- disoccupazione;
- precariato;
- bassi salari;
- mancanza di competenze;
- burocrazia;
- forte presenza di inattivi;
- possibilità di cambiare lavoro ridotta o nulla;
- capacità di migliorare lo status lavorativo rispetto alla precedente generazione ingessato
- posto fisso e PA
- primo lavoro a tarda età rispetto ad economie più dinamiche
Soluzioni
- azione sulla PA: v. la scheda sulla PA e PA ed impresa;
- azioni sulle imprese:
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- incentivazione al passaggio tecnologico, alla crescita dimensionale ed a passare da una gestione familiare ad una più professionale della loro attività anche attraverso l’incentivazione di reti, integrazioni di filiera, simbiosi industriali ed innesti di open innovation;
- integrazione territoriale imprese/scuola secondaria superiore. L’integrazione dovrebbe prevedere corsi professionali organizzati in base alle esigenze delle imprese territoriali.
- azioni sui lavoratori:
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- incentivi al cambio di lavoro e al passaggio da una professione ad un altra in base ad esempio a corsi professionalizzanti;
- diffusione ed agevolazione del 2°/3° diploma;
- accesso a master universitari specializzanti a prezzo contenuto e/o attraverso MOOC;
- diffusione ed agevolazione del part time a chi decide di lavorare tra i 18 ed i 25 anni;
- incentivazione a scegliere il proprio futuro primo lavoro a 16 anni e creazione di corsi professionali competitivi ed in grado di fornire tirocini già dalla scuola superiore;
- accompagnamento al primo lavoro ed all’imprenditoria a chi sceglie di lavorare fin dai 18/20 anni di età ad opera di convenzioni scuola/imprese o reti di imprese;
- agevolazione del part-time a chi sceglie di continuare gli studi ma non vuole rinunciare a lavorare, gestito direttamente dalle università con le imprese territoriali e/o attraverso il telelavoro;
- azione sulla scuola e sull’università: v. le relative schede;
- azione sull’immigrazione: v. la realtiva scheda.
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Articoli costituzionali toccati dalla riforma: nessuno
Spesa a gravare sul debito pubblico: relativa e compensata dai benefici economici derivanti da forze nuove e da una spinta all’economia
Questa scheda va letta insieme a tutte le altre.
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12 Febbraio 2025 alle 17:22 #3006
Francesco Hellmann
PartecipanteGrazie Claudio,
un lavoro veramente molto approfondito e accurato.
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AutorePost
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