@giorgiograffieti
Bio
66 anni, esperienza di lavoro nel campo della grafica anche come dipendente, ma sostanzialmente come libero professionista. In politica un lungo curriculum da "ex" che ha seguito di pari passo l'evoluzione del PCI fino al PDS e poi... no ai DS mi sono detto che era l'ora di dire basta. Mi sono di nuovo iscritto ad un Partito solo con il sopraggiungere del PD che ho poi lasciato per Italia Viva, fino a dover prendere atto che avevo un'idea di Partito diversa.
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20 Novembre 2024 alle 20:29 #2775
Giorgio Graffieti
PartecipanteLo dico chiaro e poi non lo ripeto più. Io non sono contrario alla tecnologia nucleare (come non sono contrario a bollire la pasta con l’acqua), ritengo che introdurlo nel sistema elettrico nazionale con il miraggio che ciò risolva i problemi ambientali e climatici è sbagliato perché i problemi li incancrenisce e non li risolve. Se Marattin o chiunque altri ha un punto di vista diverso, lo rispetto, ma non concordo. Il punto di vista di Marattin è il punto di vista di Marattin e di quanti la pensano come lui. Se in OL si interpreta che quel che pensa Marattin sia quello che devono pensare gli iscritti a OL (come io sono) credo che si dovrebbe togliere “liberale” ( e forse anche democratico) dalla carta intestata.
Il nucleare non si identifica con una visione liberale. Il liberalismo ha il primato della ragione sopra a ogni sentimento o fede. I numeri, che sono sempre quello che conta, raccontano una cosa diversa da quello che chi vuol far prevalere i suoi desideri alla realtà, vede.
Al politico Marattin dico chiaramente che se ha voluto forzare per soddisfare un suo punto di vista nella strada del percorso alla costruzione di un Partito Liberaldemocratico, ha sbagliato. All’economista Marattin chiedo come conciglia il principio fondante per un nuovo Partito Liberaldemocratico, che occorre parlar chiaro, avere sui conti la responsabilità, sempre, di dire chi paga e come, gli 80 o 100 miliardi (se va bene) con la prospettiva di perseguire la strada del nucleare. -
18 Novembre 2024 alle 12:04 #2735
Giorgio Graffieti
PartecipanteSono Giorgio, ognuno ha la sua storia e io ho la mia, sono stato segretario di circolo del PDS, capogruppo in Consiglio Comunale nel mio comune e Consigliere provinciale, e solo perché sembra a voi necessario che sia detto per descriverci lo segnalo (e lo capisco), ma io vorrei sinceramente che in una prospettiva della costruzione di un Partito Liberal Democratico non sia tanto necessario sapere da dove si viene, quanto dove si vuole andare.
Vorrei che la si smettesse di parlare di persone e pedigree, ma di temi che svoltino questo Paese verso un futuro che nel passato ha radici, ma non catene.
È con questo spirito che vorrei vedere meno “vecchi” come me che forse si credono di dover dare ancora lezioni, quando, invece, dovrebbero smettere di dare cattivo esempio, e molti di più trentenni con il dovere di prendere la mia generazione a calci nel di dietro per i disastri che ha combinato… è la perplessità più grande che ho rispetto anche a questo progetto… inutile dire che, come diceva il teorico della Lega, il Prof. Miglio, io non sono mai stato l’ano di qualcuno e non ho nessuna intenzione di esserlo nemmeno ora.
Sto seguendo con interesse l’iniziativa di creare finalmente un Partito strettamente legato a principi riformisti e liberali… illuministi oserei dire. La vedo come ultima occasione per non andare ad infoltire il già enorme spazio dei “ma andate tutti affanc…”
Ho sempre pensato che la rinuncia al voto fosse l’estremo degrado della democrazia, ma cominciavo a pensare fosse una seria possibilità e mi spaventa quello che penso come direbbe Altan.
Non ho mai ridotto al voto il mio interesse per la politica, ma, lo dico chiaro, sono, a 66 anni, esausto di vedere che sia interpretata come una questione di leaders, posizionamenti pseudo ideologici e meschinità. -
29 Novembre 2024 alle 21:18 #2841
Giorgio Graffieti
PartecipanteSe parliamo di ricerca non si può che essere d’accordo, ma legare la necessità di una transizione all’elettrico ad ipotesi incerte nei tempi e nella reale convenienza non solo è irrealistico, ma, dal mio punto di vista, totalmente irresponsabile.
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29 Novembre 2024 alle 21:11 #2840
Giorgio Graffieti
PartecipanteOvviamente assolutamente d’accordo sull’idea di Partito. E non vorrei apparire offensivo, ma non lo costruirei seguendo un influencer che attraverso YouTube si è inventato un mestiere.
Ho da fare osservare, però, un paio di cose. Ai reattori (in funzione) sono state attribuite via via le etichette di “nuova generazione” e, così, si è passati dalla 2ª (che è stato il vero passaggio dal prototipale della 1ª alla messa in funzione vera) fino alla cosiddetta 3ª generazione che, ad essere onesti, nemmeno dovrebbe esistere, visto che di fatto è la stessa tecnologia della 2ª a cui sono stati aggiunti ogni genere di ammennicoli per rispondere alle richieste di sicurezza che ogni incidente che saltava fuori costringeva al rispetto degli allert delle agenzie preposte. È sostanzialmente questo il principale motivo per il quale si sa quando s’inizia, ma non quando si finirà (ovviamente lascerei perdere la 4ª e che è solo un progetto ancorché taluni ne sparlano come di cosa fatta… ci vorranno anni – forse decenni – prima di arrivare a considerarla tale).
Quindi non costituiscono un problema che si “aggraverebbe” in Italia per l’endemica nostra incapacità organizzativa, hanno proprio questa “caratteristica”. In Italia abbiamo un problema specifico, ma non è questo. Qui, a differenza degli esempi citati nella tabella sotto, non solo avremmo a che fare con la “caratteristica”, ma soprattutto i tempi legati a una decisione di dove farle. Quelli citati sotto sono solo ampliamenti di siti esistenti e quindi già autorizzati (ovviamente si parla, spero, delle iniziative in campo occidentale).
E veniamo a questi benedetti SMR… anche qui, siamo solo in presenza di progetti, nessuna timeline ipotizzata può essere realisticamente presa sul serio. Vorrei ricordare che se i reattori esistenti sono arrivati a superare la potenza di 1GW è solo perché, così, si potevano ottenere economie di scala che li avrebbero resi convenienti. Ora si vuol far credere, dopo decenni a promuovere il mega per la ragione detta sopra, che è più conveniente piccolo. Standardizzazione è la parola magica, ma anche che, data la taglia, si possa fare la “cresta” sui costi necessari a soddisfare le esigenze di sicurezza dei “mega”. Ma è ancora una volta la realtà a farci sbattere il muso. NuScale, l’unica azienda che negli USA un prototipo di SMR lo ha realizzato è fallita proprio a causa dei costi insostenibili in direzione opposta a quanto ipotizzavano.
In ogni caso, se mai si riuscisse davvero a confermare le ipotesi sulla carta, parliamo sia nel caso di reattori tradizionali che modulari di piccola taglia, di qualcosa che si realizzerà, se va bene, fra vent’anni… ma davvero, parlando di sostenibilità qualcuno pensa che abbiamo tutto questo tempo?
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29 Novembre 2024 alle 19:12 #2839
Giorgio Graffieti
PartecipantePurtroppo la differenza tra desideri e realtà contempla anche questo. Osservo, comunque, che responsabilità esigerebbe (oltre al dipanare le questioni di opportunità sollevate) che si dicesse dove si intende andare a prendere i 100 miliardi che, a spanne, dovrebbero servire per avventurarsi nella scelta nucleare.
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28 Novembre 2024 alle 7:26 #2833
Giorgio Graffieti
Partecipante«nel tuo post ci sono molte imprecisioni e cose anche sbagliate. Non sto qui a dibatterle tutte non ha senso»… e quale sarebbe, di grazia, il senso di un “forum”, allora?
Cosa ci sarebbe di impreciso e/o sbagliato nel mio post? che, a differenza di quello che pensate in molti, che il nucleare sarebbe una scelta dei Paesi più avanzati, i fatti dimostrano che è una tecnologia che arretra da decenni sul fronte del suo contributo della fornitura di energia? Sarebbe sbagliato contestare che il problema delle scorie sia stato risolto in tutto il mondo quando, invece, l’unico esempio che gli innamorati dei propri desideri possono portare è quello finlandese (realtà ancora tutta da verificare visto che è dell’altro ieri… che già fa ridere la presunzione umana che ha certezze sui prossimi 100mila anni quando non conosce nemmeno la sua storia se si va oltre i 1500 anni). Non corrisponde al vero che quello tra i più grandi fruitori di tecnologia nucleare in campo occidentale, gli USA, dopo aver speso 6 miliardi di dollari non sono ancora venuti a capo della questione del deposito unico a Yucca Mountain?. È forse sbagliato affermare che nessuno ha ancora capito cosa costa, chi dovrebbe pagare e con quali soldi una scelta nucleare? Non è fondata la considerazione che i “mini-reattori” esistono solo sulla carta e, sempre in occidente, l’unico prototipo realizzato ha portato al fallimento l’azienda che lo ha costruito, per il motivo che la sua realizzazione ha riproposto il problema conosciuto da decenni e per il quale la tendenza è stata proprio quella di costruire reattori sempre più grandi come unico modo per renderli convenienti?
C’è un solo modo per contestare affermazioni basate sui fatti, contestare la validità dei fatti con dati che li correggono. Quando si sviluppa una tesi la si forma su dati, l’antitesi contesta i dati della tesi e verifica la fattualità, non può basarsi sulle opinioni… nemmeno di Marattin, se la cosa fa apparire l’opinione più robusta.
Lo so da me che si può stare in un Partito anche senza condividere appieno ogni cosa, ma qui, se te ne sei accorto, non stiamo su questo piano… a me va benissimo anche un Partito non totalmente aderente alle mie idee, ma qui è l’incapacità di dibattere delle idee il problema ed è un problema secolare, oramai, tipico della politica… se OL conferma questa incapacità non è nulla di nuovo e alternativo a quanto già è sul campo. Il mio interesse verso OL si muove su quel piano, non su altro.
Quanto alla presunta incapacità mia di “decidere”, o non mi hai letto ho hai capito poco conseguenza del fatto che dai, e in molti date, per ineluttabile la scelta nucleare derivando la convinzione dai vostri desideri, ma non dalla realtà. L’impellenza delle sfide che abbiamo davanti ci impone di intervenire subito per ragioni economiche ed ambientali e le uniche possibilità che abbiamo avanti sono una massiccia iniziativa nel campo delle fonti rinnovabili e non quella di affidarsi a tecnologie disponibili, forse, tra vent’anni.
Se un Partito vuole disegnare il futuro di una società fra vent’anni deve immaginarsi come sta cambiando già oggi quella società e se nemmeno si accorge verso quale direzione si sta già muovendo diventa un Partito inutile. Fondare le proprie idee su concetti come il “baseload” che già oggi scricchiolano di fronte al prepotente incedere di tecnologie sempre più economicamente convenienti in una rete (se parliamo di energia) che progressivamente sta abbandonando l’idea di centralizzazione in favore di una diffusa distribuzione, non è lungimirante affatto, a differenza di chi si è messo in testa che la lungimiranza appartenga a degli illuminati che illuminati non sono se sono incapaci di leggere la realtà.
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20 Novembre 2024 alle 18:26 #2774
Giorgio Graffieti
PartecipanteIo sono stupefatto che tu non ti renda conto della fallacia di quanto affermi in relazione a quello che dovrebbe essere nei fondamentali della costruzione condivisa di un progetto… se OL si è già esposta cosa discutiamo a fare? e, soprattutto, chi ha deciso che OL si esponesse se ci si chiama per confrontarci a discutere sulle strade da percorrere? Se è già tutto tracciato tanto valeva chieedere di affidarsi a chi dalla sera alla mattina decide conversioni a 180˚, mica c’era bisogno di fare OL… il mondo la fuori è pieno di questi condottieri, a me pare lapalissiano.
Se OL non capisce la necessità che le proposte politiche si formino sulla base di un confronto sano, non piegando la realtà ai propri desideri, e sposando narrazioni invece della verifica scientifica delle informazioni, si va mica tanto lontano eh. -
20 Novembre 2024 alle 17:21 #2770
Giorgio Graffieti
PartecipanteAttento che magari diranno anche a te che sei nel posto sbagliato 🙂
Un po’ deludente come partenza se le premesse di Orizzonti Liberali esprimono quella abitudine ad allinearsi a un capo da cui sono scappato da sempre. -
20 Novembre 2024 alle 16:42 #2769
Giorgio Graffieti
PartecipanteCioè Orizzonti Liberali non è un luogo dove si possono esprimere idee differenti e dissentire? Allora sì, sono nel posto sbagliato.
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20 Novembre 2024 alle 13:41 #2765
Giorgio Graffieti
PartecipanteNemmeno io sono un ingegnere, ma non serve mica esserlo basta trovare informazioni e non avere come fonte il sentito dire. Io non so quali sono le tue fonti, ma ti assicuro che il problema delle scorie ad alta intensità è un problema ovunque, altro che senza problemi. Sono decenni che i maggiori fruitori di tecnologia nucleare cercano di trovare siti definitivi di stoccaggio ma fino ad ora la parola magica è stata “provvisorio”. Perfino gli USA non hanno saputo definirne uno. Gli unici che sembra ci siano riusciti sono i finlandesi, ma le notizie che trovo sono anche contraddittorie. Si parla di inizio stoccaggio al 2020, poi che sarebbe stato 2022, poi 2023… ora leggo che inizierà dal 2025… insomma un grattacapo unico anche perché certificare che strutture di questo tipo avranno una durata di 100mila anni quando l’intera età semi sconosciuta della civiltà umana ne ha 10mila, a me fa sorridere.
Non si tratta di non provarci, ma di decidere se conviene e, a mio giudizio, non conviene… e non conviene mica perché il nucleare è “brutto e cattivo”, ma perché per affrontare il problema che il nucleare dovrebbe risolvere abbiamo alternative migliori, meno costose e dannatamente più veloci da realizzare. -
19 Novembre 2024 alle 22:07 #2758
Giorgio Graffieti
PartecipanteSe c’è una cosa su cui concordo è non ritenere il FattoQuotidiano una fonte di informazione, ma se per contestare le affermazioni di un tecnico si devono fare affermazioni senza senso direi proprio che non è il caso. Le scorie di risulta delle centrali nucleari sono considerate rifiuti ad alta intensità radioattiva non a caso. Affermare che dopo 80 anni non sono più un problema rivela quantomeno un cattivo approfondimento del problema.
Le scorie delle centrali nucleari sono costituite da Uranio-238 per il 94% e da Uranio-235 per l’1% (gli stessi elementi e in quantità leggermente minore di quelli immessi prima del processo di fissione). Hanno una “emivita”, cioè il tempo necessario affinché la metà degli atomi si trasformi spontaneamente in un altro isotopo, di 4miliardi e mezzo di anni per l’Uranio-230 e di 700milioni di anni per l’Uranio… nelle scorie la presenza di uranio viene chiamata “impoverito” perché la quantità di Uranio-235 che esce dal processo di fissione è minore di quella che è entrata. La nostra “fortuna” è che l’uranio produce radiazioni alfa che hanno un potere penetrante molto basso e il rischio per gli organismi viventi è principalmente quello che nelle scorie l’uranio è in una quantità concentrata che in natura non è presente. Tutto bene quindi? eh beh… mica tanto. Oltre all’uranio nelle scorie sono presenti elementi creati dalla stessa fissione, su tutti il Plutonio, che in natura praticamente non esiste, è presente per circa l’1% ed è altamente tossico, per fortuna non per irraggiamento ma non auguuriamoci che contamini una falda, anche lui ha radiazioni alfa. Si ritiene uno degli elementi più pericolosi nelle scorie, 0,65 microgrammi sono considerati letali per l’uomo. Ha una emivita di 24200 anni e la sua pericolosità è costituita anche dalla sua instabilità. Poi vengono gli attinidi che, presenti in solo lo 0,1% sono tutti radioattivi e questi emettono radiazioni gamma, ben complicati da contenere, pur contruibuendo in grandezza molto meno del Plutonio sono considerati il maggiore pericolo potenziale delle scorie nucleari. Poi, infine vengono gli altri prodotti della fissione per circa il 3÷4% delle scorie. Sono il Cesio-137, lo Iodio-131, lo Stronzio-90 tra gli altri. tutti altamente nocivi ed emetono raggi gamma e beta. Questi si hanno emivita attorno ai 30 anni (escluso lo Iodio-131 che è brevissima).
Andrebbe precisato che quando si parla di emivita non significa che raggiunta quella cessa il pericolo, ma che siamo in presenza solo della metà del pericolo. In buona sostanza e solo per quanto riguarda quuesti ultimi residui della fissione il decadimento è in 30 anni, ma la loro pericolosità per l’uomo rimane per 300 anni. Per farla breve, la radiotossicità del combustibile esausto decresce nel tempo e pareggia quella dell’uranio inizialmente caricato nel reattore solo dopo 250000 anni… altro che 80.
C’è cosi tanta consapevolezza del problema che con le cosiddette centrali di “quarta generazioni” si vorrebbe riprocessare le scorie per estrarre Plutonio ed Atttinidi e farne essi stessi combustibili, ma siamo molto lontano dalla soluzione del problema, altro che fra qualche anno, fra qualche decennio, forse.
Il riprocessamento delle scorie non è tecnica sconosciuta, l’estrazione del Plutonio è sempre stata la finalità dell’industria militare visto che serve per farci bombe… ed è il motivo del “successo” del nucleare nel ventennio 1960 -1980.
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Giorgio Graffieti.
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19 Novembre 2024 alle 20:07 #2756
Giorgio Graffieti
PartecipanteNon avremo nessuna centrale elettrica nucleare fra 10 anni, se andasse bene forse fra 20 visto che dovremmo anche decidere dove farle. Ma non ci conterei nemmeno fra venti… intanto Milano lasciamo pure che si contenda il primato con Calcutta come qualità dell’aria. Facciamo adesso ciò che è possibile fare… questo dovrebbe essere l’imperativo.
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Giorgio Graffieti.
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